sabato 11 aprile 2026

Un romanzo tra sesso, potere e Segreti

  


Con I Segreti di La Caridad – Volume I, Ennio Marchetti riporta il lettore nella Repubblica immaginaria di Guacará e nella cittadina costiera di La Caridad, già protagonista di Il Signore della Luce e Guacará. Un ritorno che segna un’evoluzione: i luoghi sono gli stessi, ma il contesto è cambiato, e con esso gli equilibri sociali, economici e politici.

La Caridad è una città in trasformazione. Il verde lascia spazio al cemento, il turismo convive con nuove forme di sfruttamento e il potere locale si riorganizza in risposta a uno Stato centrale percepito come distante. In questo scenario si muovono tre simpatici ex militari in pensione, oggi titolari di un’agenzia investigativa, osservatori privilegiati di un sistema sempre più complesso, insieme a una sindaca carismatica e controversa, capace di muoversi con disinvoltura tra politica, relazioni personali e scelte estreme.

Intorno a loro prende forma una galleria di personaggi che definisce l’identità della città: Ines e la sua enigmatica pozione, il pappagallo Mori che ripete ciò che gli altri non dicono, Ezechiel profeta di sciagure, Fermin il postino infedele, Manolo e il suo Tormentón de la Noche, e don Luis Rubirosa, parroco poco incline alla rinuncia e molto sensibile al fascino femminile. In questo contesto, il #sesso non resta sullo sfondo: diventa strumento di relazione, di potere e di influenza, intrecciandosi con interessi economici e dinamiche politiche.

Il romanzo si sviluppa come un racconto corale in cui le vicende individuali si intrecciano con ciò che accade alla città: l’espansione urbana, i segnali di degrado ambientale, le tensioni sociali tra chi beneficia del cambiamento e chi ne resta escluso, e un potere locale sempre più deciso a ridefinire il proprio ruolo. Ogni elemento contribuisce a un equilibrio instabile, destinato progressivamente a incrinarsi.

Con il procedere della narrazione, La Caridad smette di essere solo lo sfondo degli eventi e diventa il vero centro della trasformazione: le scelte politiche, economiche e personali, comprese quelle più intime e compromettenti, producono effetti concreti, capaci di influenzare non solo la vita della città ma anche i rapporti con il potere nazionale.

Il primo volume si conclude quando questa tensione accumulata si traduce in una frattura reale, aprendo la strada agli sviluppi del secondo capitolo.

Per avere il libro:

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Centro America e Caraibi, caro vita e petrolio: cresce la preoccupazione tra gli italiani all’estero

 


Il conflitto in Medio Oriente ha già provocato forti tensioni sui mercati energetici globali. La riduzione delle forniture di petrolio — stimata fino al 13% a livello mondiale — sta spingendo verso l’alto i prezzi e creando instabilità .

Il nodo centrale è lo Stretto di Hormuz, da cui passa una quota enorme del petrolio mondiale. Le interruzioni e i blocchi hanno generato quello che gli esperti definiscono uno dei più grandi shock energetici della storia recente.

Anche quando i prezzi scendono temporaneamente, restano comunque più alti rispetto al periodo precedente alla guerra, e gli effetti si fanno sentire a catena su carburanti, trasporti e beni di consumo .

In Paesi come Repubblica Dominicana, dove gran parte dei beni è importata, l’aumento del costo del carburante si traduce rapidamente in trasporti più cari, aumento dei prezzi nei supermercati, rincari nei servizi turistici.

Per economie fortemente dipendenti dall’importazione di energia, anche piccoli aumenti del petrolio possono avere un impatto immediato e visibile.

Molti italiani residenti nella regione, pensionati o lavoratori si trovano ora a fronteggiare una doppia pressione: caro vita già in crescita, rischio di ulteriori aumenti legati all’energia.

Alcuni stanno già cambiando abitudini: meno uso dell’auto, maggiore attenzione ai consumi, scelta di prodotti locali.

Secondo analisti internazionali, il mercato del petrolio potrebbe entrare in una fase di carenza nel 2026 proprio a causa del conflitto . E anche in caso di tregua, il ritorno alla normalità non sarà immediato.

Il risultato è un clima di incertezza che si riflette anche nelle piccole realtà del Centro America e dei Caraibi.

Per gli italiani all’estero, il messaggio è chiaro: il contesto economico sta cambiando rapidamente.

Se fino a pochi anni fa vivere in questa regione significava ridurre i costi, oggi diventa sempre più importante pianificare, adattarsi e seguire con attenzione gli sviluppi internazionali, anche quelli che sembrano lontani, come una guerra nel Golfo Persico.

mercoledì 8 aprile 2026

Repubblica Dominicana sotto l’acqua: Santo Domingo paralizzata dalle piogge

 


Ancora una giornata di caos e paura nella capitale dominicana, dove le forti piogge delle ultime ore hanno provocato inondazioni diffuse, strade impraticabili e gravi disagi alla popolazione.

Secondo quanto riportato da Diario Libre, le precipitazioni sono legate alla presenza di una vaguada (area di bassa pressione) che da giorni insiste sul territorio nazionale, generando piogge intense, temporali e raffiche di vento, soprattutto nel Gran Santo Domingo.

Le conseguenze non si sono fatte attendere: interi quartieri della capitale si sono ritrovati con le strade trasformate in fiumi, con veicoli bloccati e traffico completamente paralizzato.

Le autorità dominicane, attraverso il Centro de Operaciones de Emergencias (COE), avevano già lanciato allerta gialla per Santo Domingo e il Distrito Nacional, segnalando il rischio di inondazioni urbane e improvvise.

Le condizioni meteorologiche, infatti, erano considerate favorevoli a fenomeni estremi:

  • piogge da moderate a forti
  • temporali con fulmini
  • raffiche di vento
  • rischio di esondazioni di fiumi e cañadas

Anche Listín Diario aveva evidenziato nei giorni scorsi come la stessa situazione potesse degenerare rapidamente, con precipitazioni in aumento nelle ore pomeridiane e serali.

Il maltempo non ha colpito solo Santo Domingo. In diverse province del Paese si sono registrati:

  • allagamenti di abitazioni
  • comunità temporaneamente isolate
  • interruzioni nei servizi idrici

In alcune zone, secondo i rapporti precedenti del COE citati da Diario Libre, si è arrivati perfino a evacuazioni preventive e acquedotti fuori servizio, lasciando decine di migliaia di persone senza acqua.

Quello che colpisce, ancora una volta, è che non si tratta di un evento eccezionale. Le immagini di Santo Domingo sommersa dall’acqua si ripetono con inquietante regolarità.

Le cause sono note:

  • sistema di drenaggio insufficiente
  • urbanizzazione caotica
  • accumulo di rifiuti che ostruiscono le cañadas
  • scarsa manutenzione delle infrastrutture

Ogni pioggia intensa si trasforma così in emergenza.

Mentre le autorità monitorano la situazione e mantengono i livelli di allerta, la popolazione vive tra preoccupazione e frustrazione, consapevole che, passata l’emergenza, il problema resterà.

E come spesso accade nei Caraibi, non è la pioggia il vero disastro, ma l’incapacità di gestirla.

martedì 7 aprile 2026

Taser e responsabilità: una domanda che non possiamo ignorare

 


Ieri, a Las Terrenas, nella Repubblica Dominicana, un agente di polizia ha utilizzato una pistola elettrica contro un minore. Un fatto che, al di là delle circostanze specifiche, apre interrogativi profondi e urgenti sul modo in cui vengono impiegati strumenti di coercizione potenzialmente letali.

Ci poniamo una domanda semplice, ma fondamentale: chi utilizza queste armi è pienamente consapevole dei rischi che comportano?

Le cosiddette “pistole elettriche” — comunemente note come taser — sono spesso percepite come strumenti non letali. Tuttavia, la realtà è più complessa. In presenza di determinate condizioni mediche, come patologie cardiache, una scarica elettrica può provocare conseguenze gravissime, fino alla morte. E qui emerge un punto critico: è possibile sapere, nel momento dell’intervento, se la persona colpita è cardiopatica?

La risposta è evidente: no.

Ed è proprio questa incertezza a rendere indispensabile una preparazione rigorosa e protocolli chiari. L’uso di un taser non può essere lasciato alla discrezionalità o all’improvvisazione. Richiede formazione specifica, aggiornamento continuo e, soprattutto, la capacità di gestire le conseguenze immediate di un eventuale incidente.

Da qui nasce una seconda domanda, ancora più delicata: gli agenti che dispongono di queste armi sono dotati degli strumenti necessari per intervenire in caso di emergenza?

Un defibrillatore dovrebbe essere parte integrante dell’equipaggiamento di chi utilizza una pistola elettrica. Ma non basta averlo: bisogna saperlo usare, e saperlo usare bene, sotto pressione, in situazioni critiche. Questo implica addestramento reale, non formale.

Se così non fosse, ci troveremmo di fronte a uno scenario preoccupante: armi distribuite senza adeguata preparazione, con il rischio concreto di trasformare uno strumento di controllo in un fattore di pericolo mortale.

Non si tratta di mettere in discussione il ruolo delle forze dell’ordine, né di ignorare le difficoltà operative che affrontano quotidianamente. Si tratta, piuttosto, di ribadire un principio essenziale: la sicurezza pubblica non può prescindere dalla responsabilità.

Ogni strumento affidato a un agente dello Stato deve essere accompagnato da formazione, consapevolezza e protocolli rigorosi.

venerdì 3 aprile 2026

Settimana Santa in Repubblica Dominicana: tra fede e “teteo”

 


Tra tradizione religiosa e notti di musica ad alto volume, il volto contrastante della Settimana Santa nella Repubblica Dominicana

La Settimana Santa nella Repubblica Dominicana è, da sempre, un periodo di forte partecipazione popolare. Ma accanto alla dimensione religiosa, negli ultimi anni si è affermato un fenomeno sempre più evidente: quello del cosiddetto teteo, ovvero feste rumorose, spesso notturne, che trasformano questi giorni in una sorta di vacanza collettiva.

Se da un lato molte famiglie partecipano alle celebrazioni religiose – messe, processioni e momenti di riflessione – dall’altro una larga parte della popolazione approfitta del lungo fine settimana per spostarsi verso le località turistiche.

Spiagge e fiumi si riempiono, mentre le città si svuotano. Il clima è quello tipico delle vacanze: musica, barbecue, alcol e gruppi di amici.

Negli ultimi anni, il termine teteo è entrato nel linguaggio quotidiano per descrivere feste informali, spesso organizzate in strada o in ville private, con musica ad altissimo volume che può durare fino alle 3 o 4 del mattino.

Un fenomeno che divide: per alcuni, è espressione di libertà e socialità, per altri, è sinonimo di disordine e mancanza di rispetto

In molte zone residenziali non sono rare le lamentele dei residenti costretti a notti insonni.

Negli ultimi anni, le autorità dominicane hanno cercato di contenere gli eccessi attraverso controlli, limitazioni alla vendita di alcol e campagne di sensibilizzazione.

Tuttavia, far rispettare le regole non è semplice, soprattutto quando le feste si spostano in contesti privati, come ville e residenze turistiche.

La Settimana Santa dominicana resta un momento importante dal punto di vista religioso, ma appare sempre più segnata da una trasformazione culturale.

Il contrasto tra raccoglimento e divertimento è evidente: mentre alcuni vivono questi giorni nel silenzio e nella fede, altri li considerano l’occasione ideale per “staccare” e fare festa.

La sfida, oggi, sembra essere quella di trovare un equilibrio tra queste due anime del Paese.

Perché se è vero che la società evolve, è altrettanto vero che il rispetto reciproco – tra chi prega e chi festeggia, tra chi riposa e chi balla – resta la base di una convivenza civile.

E proprio durante la Settimana Santa, questo equilibrio appare più fragile che mai.

martedì 31 marzo 2026

Arrestato a Santo Domingo un italiano ricercato per narcotraffico

 


Le autorità della Repubblica Dominicana, in collaborazione con l'Interpol, hanno arrestato nel Distretto Nazionale (la capitale Santo Domingo) un uomo di nazionalità italiana, identificato come Loris Di Castri, di 53 anni.

Di Castri era destinatario di una "notifica rossa" dell'Interpol (il massimo livello di allerta internazionale) fin dall'ottobre del 2019. L'accusa a suo carico è di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, reato per il quale è ricercato dalla giustizia italiana.

L'operazione è stata il risultato di un efficace scambio di informazioni tra gli uffici dell'Interpol in Italia e quelli in Repubblica Dominicana. L'arresto è avvenuto in esecuzione di una risoluzione della Suprema Corte di Giustizia dominicana, che ha disposto la detenzione del soggetto ai fini dell'estradizione.

Attualmente, l'uomo si trova sotto custodia e sarà consegnato al Pubblico Ministero per avviare le procedure legali necessarie al suo trasferimento in Italia. 

mercoledì 25 marzo 2026

Repubblica Dominicana, servizi pubblici sotto pressione: tra blackout, burocrazia e disagi quotidiani

 


Nella Repubblica Dominicana cresce il malcontento per le difficoltà legate ai servizi pubblici, tra interruzioni di energia elettrica, procedure burocratiche sempre più complesse e infrastrutture che faticano a tenere il passo con le esigenze della popolazione.

Uno dei temi più sentiti resta quello dell’energia: i blackout continuano a colpire diverse zone del Paese, creando disagi sia alle famiglie che alle attività commerciali. Nonostante gli investimenti annunciati e gli sforzi delle autorità, la continuità del servizio rimane incostante, alimentando proteste e frustrazione tra i cittadini.

A questo si aggiunge la crescente digitalizzazione dei servizi amministrativi, che se da un lato rappresenta un passo avanti, dall’altro mette in difficoltà soprattutto le fasce più anziane della popolazione. Prenotazioni online, procedure digitali e sistemi automatizzati stanno diventando la norma, ma non tutti hanno accesso o competenze per utilizzarli con facilità.

Il risultato è un sistema che, invece di semplificare, rischia in molti casi di complicare ulteriormente la vita quotidiana, costringendo le persone a lunghe attese, spostamenti inutili o tentativi ripetuti per completare pratiche essenziali.

Le autorità continuano a ribadire l’impegno per migliorare l’efficienza e modernizzare il Paese, ma la percezione diffusa è che il cambiamento proceda a velocità troppo lenta rispetto ai bisogni reali.

In questo scenario, la sfida per la Repubblica Dominicana non è solo crescere, ma garantire servizi affidabili, accessibili e davvero al servizio dei cittadini.