lunedì 18 maggio 2026

COM.IT.ES. di Santo Domingo: martedí assemblea straordinaria

 


ASSEMBLEA STRAORDINARIA del COM.IT.ES. di Santo Domingo
📡 Trasmissione in diretta streaming: www.facebook.com/comitessd

🗓️ Martedì 19 maggio 2026
🕔 Ore 17:00 (Repubblica Dominicana)

ORDINE DEL GIORNO:

1️⃣ Funzionamento dei servizi previdenziali per i cittadini italiani residenti nella Repubblica Dominicana (su richiesta del Segretario Flavio Bellinato);

2️⃣ Presentazione del progetto “Sport e Solidarietà – Baseball, Comunità e Inclusione”, proposto dal Consigliere Esecutivo Emiliano Eusebi, Presidente della Commissione Sport e Tempo Libero;

3️⃣ Revoca dell’incarico del Console Onorario di La Romana e problematiche connesse alla temporanea chiusura della sede ivi ubicata, su richiesta del Vicepresidente Orazio Viro;

4️⃣ Varie ed eventuali.

Sportello Italia riparte: Agostino Citti raccoglie il testimone di Vittorio Spataro

 


Las Terrenas — C’è un nome che la comunità italiana di Las Terrenas porta nel cuore: #Vittorio Spataro. Precursore e anima di #Sportello Italia, il servizio di assistenza burocratica voluto e creato da #Enzo Odoguardi. Vittorio se n’è andato lasciando un vuoto difficile da colmare. Il giorno in cui le sue ceneri furono sparse nel mare di Las Terrenas, buona parte della comunità era lì, a testimoniare l’affetto che lo circondava.

Da quel momento, la ricerca di chi potesse continuare il suo lavoro è diventata urgente. La scelta è caduta su #Agostino Citti, italiano trapiantato a Las Terrenas da oltre dodici anni, che ha accettato l’incarico dopo mesi di riflessione e con una buona dose di umiltà.

«Io lo frequentavo giornalmente, ricordo la dedizione e l’impegno che metteva nel cercare di tenersi sempre aggiornato tra i meandri di una burocrazia sempre in cambiamento, a volte in evoluzione, altre, purtropp,o in involuzione».

«Subito dopo la scomparsa di Vittorio, io ed Enzo abbiamo iniziato a cercare un sostituto», racconta Agostino. «Enzo mi propose da subito per quel ruolo, ma sinceramente ero un po’ intimorito.»

Non è difficile capire il perché. Sportello Italia mette chi lo gestisce a contatto quotidiano con connazionali in difficoltà: chi cerca un semplice appuntamento con le istituzioni, chi deve essere sicuro che tutto sia in regola, chi si perde nei meandri di una burocrazia in perenne cambiamento.

«Con il passare dei mesi, notando giornalmente che quella figura mancava realmente alla comunità, ho accettato. Dovrò studiare molto, dovrò aggiornarmi su tutta una serie di problematiche nuove. Non esiste un manuale, e dalla scomparsa di Vittorio a oggi le procedure sono cambiate praticamente tutte.»

Agostino (nella foto con la moglie Marcela) ha le idee chiare su cosa rappresenta il servizio, e altrettanto chiare su cosa non è.

Le difficoltà degli italiani all’estero sono di due tipi, spiega. Oggettive: la mancanza di uno sportello fisico dell’ambasciata, dove potersi recare di persona. Tutto passa via email, manca il dialogo diretto, manca una persona in carne e ossa con cui confrontarsi su situazioni particolari. Soggettive: non tutti hanno dimestichezza con i sistemi telematici, con Internet, con la terminologia: PEC, SPID, CIE, OTP, o anche solo “allegare un PDF”.

«Ecco a cosa serve Sportello Italia», afferma Agostino. «Fare da filtro tra l’utente e l’istituzione. Essere quell’ufficio informazioni che riduce gli errori nel momento in cui ci si presenta, magari dopo mesi di attesa, all’agognato appuntamento.

Ma c’è un confine preciso che va rispettato. «Ho sentito in passato lamentele del tipo: “ho chiesto a Sportello Italia di procurarmi questo o quel certificato”. Noi non possiamo farlo, per legge. Non siamo una istituzione, siamo volontari.

Qualsiasi appuntamento va richiesto dal diretto interessato. Qualsiasi email deve essere inviata dal diretto interessato. Possiamo aiutare a redigerle, essere messi in copia, dare informazioni e supporto, ma non possiamo agire al posto del connazionale. Non emettiamo nessun tipo di documento.»

Il servizio, precisa, è rivolto principalmente agli italiani regolarmente iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero), o a chi intenda farlo.

Come contattare Sportello Italia? Occorre, dapprima, scrivere una email a sportelloitalia2026@gmail.com

Se la richiesta rientra nelle competenze del servizio, verrà fornito un contatto WhatsApp. Nei casi che lo richiedano, si fissa un appuntamento presso l’ufficio.

Chiudiamo con le parole che Agostino tiene a dire a titolo strettamente personale, e che dicono molto di chi è:

«Nonostante siano passati più di dodici anni da quando sono arrivato, mi sento ancora l’ultimo arrivato. Sono semplicemente uno degli ultimi arrivati. Se vivo ancora qui è solo perché ho saputo ascoltare, e soprattutto capire, quello che dicevano i pionieri, quelli che erano qui prima di me. La comunità si costruisce con il tempo, e soprattutto ascoltando.»

Un inizio, insomma, fatto di rispetto per chi c’era prima e di disponibilità verso chi arriverà dopo. Esattamente lo spirito di Sportello Italia.

 

Per informazioni: sportelloitalia2026@gmail.com

sabato 9 maggio 2026

Muore nel carcere di Najayo un italiano in attesa di estradizione

 


Un cittadino italiano di 53 anni, Loris Di Castri, è morto nel carcere di Najayo Hombres, nella provincia dominicana di San Cristóbal, dove si trovava detenuto in attesa di estradizione verso l’Italia per accuse legate al narcotraffico.

Secondo quanto riferito dalle autorità penitenziarie dominicane, l’uomo è stato trovato senza vita nel suo letto da un compagno di cella nel settore di massima sicurezza del centro di detenzione. Il personale medico e gli agenti di sicurezza sono intervenuti immediatamente, ma per il detenuto non c’era più nulla da fare.

Il corpo è stato trasferito all’Istituto Nazionale di Scienze Forensi (Inacif), che dovrà stabilire con precisione le cause del decesso attraverso l’autopsia. Le prime indiscrezioni parlano di un possibile infarto, ma le indagini sono ancora in corso.

Di Castri era stato arrestato a Santo Domingo alla fine di marzo dall’Interpol dominicana su richiesta della magistratura italiana. Le autorità italiane lo ricercavano per presunti reati di associazione criminale e traffico illecito di sostanze stupefacenti e psicotrope.

Le autorità dominicane hanno dichiarato che la cella dove è avvenuto il ritrovamento resta sotto sequestro in attesa del completamento degli accertamenti giudiziari e scientifici.

martedì 28 aprile 2026

Basta un acquazzone per mettere in ginocchio città e campagne

 


 Nella Repubblica Dominicana non servono uragani o tempeste eccezionali: basta un acquazzone di un paio d’ore perché la situazione sfugga di mano. Le strade si trasformano in fiumi, le campagne diventano impraticabili, ma il dato più grave è un altro: l’acqua entra nelle case.

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Non è solo un disagio. È un danno diretto alla vita delle persone. Mobili rovinati, materassi inzuppati, elettrodomestici compromessi, oggetti personali distrutti. In poche ore, intere famiglie si ritrovano con la casa invasa dall’acqua, costrette a pulire, asciugare e spesso a ricomprare ciò che hanno perso.

E tutto questo accade con una regolarità sconcertante. Non è un’emergenza imprevedibile, ma una situazione cronica, conosciuta da anni. Le cause sono evidenti: sistemi di drenaggio insufficienti o inesistenti, manutenzione carente, urbanizzazione senza pianificazione adeguata.

Anche nelle aree rurali il quadro è critico: strade che diventano fango, accessi bloccati, comunità isolate. Ma è nelle abitazioni che il problema mostra il suo volto più duro, colpendo direttamente la dignità e la sicurezza delle persone.

Di fronte a questa realtà, ciò che pesa di più è l’assenza di risposte strutturali. Si continua a convivere con una situazione che dovrebbe essere inaccettabile, mentre chi ha responsabilità politiche sembra ignorare il problema o affrontarlo solo superficialmente.

Non è più una questione di pioggia. È una questione di gestione, di priorità e di volontà. Perché quando l’acqua entra nelle case, non si può più parlare di semplice disagio: è un fallimento che si ripete, ogni volta, sotto gli occhi di tutti.

lunedì 27 aprile 2026

Addio alle “Dichiarazioni Giurate”: la nuova morsa della Migrazione sul lavoro autonomo

 


Per decenni, molti italiani in Repubblica Dominicana hanno regolarizzato la propria posizione lavorativa o ottenuto il rinnovo del permesso temporaneo grazie a una semplice “Declaración Jurada” (dichiarazione giurata) di entrate. Era la scappatoia legale per chi gestiva piccoli business, consulenze o lavori informali. Ma da questo mese di aprile 2026, le regole del gioco sono cambiate radicalmente.

La Risoluzione 001-2026 della Direzione Generale per la Migrazione (DGM) ha ufficialmente messo al bando questa pratica. D’ora in avanti, per ottenere o rinnovare un permesso di soggiorno per motivi di lavoro, non basterà più la parola di un notaio o una firma su un foglio bianco. La DGM esige ora un contratto di lavoro formale, debitamente registrato presso il Ministero del Lavoro, accompagnato dalla prova d’iscrizione all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (Sisalril).

Cosa cambia concretamente per noi?

Il provvedimento colpisce duramente quella fetta della nostra comunità che opera fuori dai grandi circuiti aziendali. Chi lavora come libero professionista, chi gestisce piccoli affitti turistici o chi si occupa di servizi “on demand” senza una struttura societaria pesante, si trova improvvisamente davanti a un bivio: formalizzarsi come dipendente della propria stessa azienda (con tutti i costi previdenziali che ne conseguono) o rischiare il declassamento a “non residente”.

La risoluzione esclude espressamente dalle categorie accettabili tutte le attività informali. Questo significa che la Migrazione non riconoscerà più lo status di “lavoratore” a chi non può esibire una busta paga o un contratto blindato.

Il rischio del “Limbo Turistico”

Il pericolo reale per molti connazionali è quello di scivolare involontariamente nell’illegalità amministrativa. Senza la possibilità di usare la dichiarazione giurata, molti non riusciranno a completare i rinnovi in corso, perdendo i diritti acquisiti e tornando a essere, agli occhi dello Stato, semplici turisti “overstay”.

Questa stretta fa parte di un piano più ampio di “modernizzazione fiscale” che il governo sta spingendo per il 2026, con l’obiettivo di far emergere il nero e mappare esattamente chi produce reddito sull’isola. Per gli italiani, storicamente abili nel navigare le zone grigie, è il momento di risedersi a tavolino con il proprio avvocato o contabile: il tempo delle soluzioni “fai da te” in Repubblica Dominicana sembra essere giunto al termine.

venerdì 24 aprile 2026

ITA Airways lancia il volo diretto Roma–Santo Domingo

 


Una svolta attesa da anni: dal prossimo inverno si potrà volare direttamente da Roma a Santo Domingo, senza scali. ITA Airways mette in vendita il nuovo collegamento stagionale che promette di cambiare i flussi tra Italia e Repubblica Dominicana.

Per la prima volta, la compagnia di bandiera italiana apre una rotta diretta verso la Repubblica Dominicana, rafforzando la sua presenza nelle Americhe e puntando su una destinazione sempre più amata dagli italiani e strategica per chi vive nei Caraibi.

Un segnale chiaro: il traffico tra Italia e area caraibica cresce, e ora arriva una risposta concreta.

  • Dal 30 novembre 2026: un volo a settimana (lunedì)
  • Dal 14 dicembre 2026 a fine marzo 2027: si raddoppia (lunedì e domenica)

Una programmazione pensata per la stagione turistica più forte.

La rotta sarà operata con moderni Airbus A330neo, con tre classi di viaggio:

  • Business
  • Premium Economy
  • Economy

Un’offerta che punta sia ai turisti sia a chi viaggia per lavoro o per ricongiungersi con la famiglia.

Non è solo turismo. Questo collegamento diretto rappresenta un vero ponte tra due comunità: da una parte gli italiani che scelgono i Caraibi, dall’altra chi vive in Repubblica Dominicana e mantiene un legame forte con l’Italia.

Meno ore, meno stress, più connessioni: il Roma–Santo Domingo si candida a diventare una delle rotte più richieste dell’inverno.

giovedì 23 aprile 2026

“Amici con la coda”: un libro per insegnare ai bambini il rispetto e l’amore per gli animali

 


C’è un modo semplice, dolce e profondo per insegnare ai bambini a rispettare gli animali: aiutarli a capirli. È da questa idea che nasce Amici con la coda, il nuovo libro di Ennio Marchetti, pensato per i più piccoli ma capace di parlare anche agli adulti.

Attraverso un linguaggio chiaro e vicino al mondo dei bambini, il libro accompagna i lettori in un viaggio alla scoperta del “linguaggio segreto” degli animali. Perché i cani scodinzolano? Cosa significa quando un gatto fa le fusa? E, soprattutto, come possiamo comportarci per farli sentire al sicuro e felici accanto a noi?

Non si tratta solo di un libro da leggere, ma di un’esperienza da vivere. Le pagine alternano momenti narrativi a spazi creativi, con disegni da colorare e piccole attività che rendono il bambino protagonista. Un approccio semplice ma efficace per trasmettere valori fondamentali come la pazienza, la cura e il rispetto per ogni essere vivente.

Particolarmente significativo è il messaggio educativo che attraversa tutto il libro: gli animali non sono giocattoli, ma esseri capaci di emozioni, fiducia e legami profondi. Un insegnamento ancora più importante in un’epoca in cui la sensibilità verso il benessere animale è sempre più centrale.

Il percorso si conclude con “Il Giuramento del Piccolo Guardiano”, un invito concreto ai bambini a diventare custodi e difensori degli animali, nella vita di tutti i giorni.

Amici con la coda si rivolge a bambini dai 5 ai 10 anni, ma rappresenta anche uno strumento utile per famiglie, insegnanti e associazioni che vogliono educare al rispetto e alla convivenza.

Perché, come ricorda il libro, un bambino che impara ad amare gli animali… diventa un adulto migliore.

Chi lo desidera, lo trova a questo link:

https://www.lulu.com/it/shop/ennio-marchetti/amici-con-la-coda/paperback/product-zmezk5p.html?q=amici+con+la+coda&page=1&pageSize=4